Tavolo sull'autismo promosso dal Ministero
della Salute
Gruppo di lavoro Processi di Formazione
Documento unitario
presentato dalle Associazioni:
FISH – Anffas –
Autismo Italia - Angsa - GRUPPO ASPERGER ONLUS - AUTISMO E FUTURO
L'analisi svolta all'interno del
Gruppo di lavoro sui Processi di Formazione ha messo a fuoco un quadro molto disomogeneo della
preparazione degli addetti ai lavori nel
nostro Paese nel campo dei disturbi dello spettro autistico, evidenziando gravi
deficit formativi le cui conseguenze ricadono sulla possibilità, per chi ne e'
affetto, di ottenere una corretta diagnosi e un'adeguata assistenza.
Le famiglie hanno per molti anni
dovuto sopperire a tali carenze, sia nel loro privato, sia nel “pubblico”,
associandosi al fine di costruire reti di auto-aiuto esperienziale, e
promuovere azioni formative e informative rivolte ai professionisti e
all'opinione pubblica.
Le Associazioni firmatarie
avvertono perciò fortemente l'esigenza di incentivare in tempi brevi una
formazione di alto livello della classe medica e di quella docente, che
modifichi profondamente lo stato attuale delle cose, e a tal fine propongono
all'attenzione del Ministero il presente contributo, articolato, per comodità
di lettura, in più punti:
Ogni processo formativo non potrà
prescindere da alcune fondamentali premesse:
-
il superamento dell'attribuzione dell'autismo ad
un quadro di psicosi, e il corretto inquadramento del disturbo in conformità a
quanto previsto dal DSMIV;
-
come immediata conseguenza, l'invalidazione
delle terapie psicodinamiche come "metodo di cura";
-
il superamento del termine "autismo
infantile", e di ciò che ne consegue in termini di assistenza ai soggetti
dopo la maggiore età: un bambino autistico diventerà infatti con ogni
probabilità un adulto autistico, e vi dovranno essere centri preparati ad
assisterlo, se sarà necessario;
-
il superamento dell'idea che esista un unico
"autismo": è ormai chiaro che si dovrebbe parlare di
"autismi", in relazione alla vasta gamma di sfumature che
differenziano un individuo dall'altro. Vi dovranno essere perciò approcci
multipli al problema.
Riteniamo che i processi
formativi veri e propri debbano essere preceduti dall'elaborazione, da parte di
un gruppo di lavoro, di precise linee
guida orientative, per delineare un know
how cui attingere per creare nel nostro
Paese competenze adeguate e
uniformemente diffuse.
Ciò si rende indispensabile per
rimediare alla grande disomogeneità dei parametri diagnostici applicati da
regione a regione, da un ente all'altro, degli interventi terapeutici offerti,
degli stessi gradi di conoscenza del problema e delle capacita' di accoglimento
sul territorio.
Proponiamo pertanto l'istituzione
di un gruppo di lavoro di alto livello deputato alla definizione di presupposti
teorici, messa a punto di strategie, raccolta e validazione di modelli di
provata efficacia, censendo e valorizzando le esperienze più valide espresse
dal territorio, e individuando “centri di eccellenza” , o “centri pilota”, cui
fare riferimento per l'attivazione di tali processi.
Garante della coerenza e della
fondatezza dei risultati ottenuti sarà l'Istituto Superiore di Sanità.
Prima chiamata in causa è la
formazione universitaria, che dedica tempi irrisori e spesso opzionali allo studio di un argomento
così complesso sia dal punto di vista eziologico sia fenomenologico.
I contenuti stessi di tale studio
sono spesso inadeguati o addirittura fuorvianti rispetto alle conoscenze
scientifiche attuali.
Riteniamo che il Ministero
dell'Università abbia il compito di provvedere ad una revisione dei piani di
studio curricolari e all'istituzione di corsi
complementari e seminari ad hoc, che tengano conto della realtà autismo.
Tale revisione dovrebbe
riguardare i corsi di laurea ad indirizzo sanitario come quelli ad indirizzo
psicologico, educativo e riabilitativo.
Costruire ora percorsi più
qualificanti sarà garanzia in futuro di una migliore capacità di intervento.
Insieme al processo formativo
auspicato, crediamo necessario avviare
una campagna informativa che offra a genitori, pediatri ed insegnanti
semplici strumenti conoscitivi utili al riconoscimento del problema,
specie nel caso di bambini rientranti
nelle fasce di autismo “ad alto funzionamento”, che spesso non vengono
riconosciuti se non al loro ingresso a
scuola, dove manifestano inattitudine
alle dinamiche relazionali.
Un'informazione che migliori la
conoscenza del problema può contribuire anche a rendere più tollerabile una
diagnosi spesso vissuta come tragedia dalle famiglie.
Ma una campagna informativa
servirebbe a diffondere anche presso l'opinione pubblica una più corretta immagine dell'autismo, delle
risorse e specificità degli individui che ne sono affetti, cancellando
stereotipi abusati e correggendo immagini non veritiere diffuse dai media,
spiegando che esistono più “autismi”,
che l'autismo non è solo “infantile”...
L'integrazione, l'inclusione, le
condizioni di vita delle persone rientranti a vario titolo nello spettro
autistico dipendono in gran parte dalla cultura e dalla capacita' di
accoglimento di chi li circonda.
Da tener conto che lo strumento
informativo, rispetto ad interventi formativi, raggiunge gli obbiettivi in modo immediato, e con bassi
costi, e in maniera allargata.
Naturalmente non può sostituirsi
ad un processo di vera formazione professionale rivolto agli operatori. ma solo
integrarlo.
Riteniamo che le famiglie, oltre
che beneficiarie dell'acquisizione di maggior professionalità da parte degli
operatori, debbano e possano fruire di percorsi di formazione relativi a modelli educativi validi e collaudati.
Alla famiglia
tocca infatti il compito di dare
applicazione quotidiana all'intervento indicato dallo specialista, coadiuvando
e rafforzando quello necessariamente più sporadico effettuato dalle strutture
sanitarie.
Il suo ruolo è da considerarsi
essenziale, poiché costante, contingente e adattato alle caratteristiche
peculiari di ogni soggetto, che solo la famiglia può conoscere.
La centralità di tale ruolo deve
peraltro essere integrata in un network interattivo tra i clinici che
diagnosticano, i professionisti della riabilitazione e l'ambito scolastico, al
fine di una presa in carico globale del bambino/ragazzo.
La nostra esperienza associativa
ci suggerisce che fornire ai genitori strumenti operativi che li mettano in
grado di acquisire un ruolo attivo e competente nei confronti dei loro figli li
aiuterà a superare il senso di impotenza e frustrazione che spesso li
accompagna.
Il miglioramento del clima
familiare che ne consegue non può che giovare al bambino stesso.
Le associazioni di genitori
possono svolgere un’importante funzione di riferimento e supporto che non può
considerarsi estranea ad un processo formativo, e di cui crediamo si debba
tener conto anche per favorirne il compito e incentivarne l'azione, quasi
sempre basata sulla gratuità degli interventi.
Esse potrebbero
ad esempio essere coinvolte in un'azione di formazione “a cascata”, consentendo
loro l'acquisizione di specifiche competenze
nell’ambito dell’insegnamento di abilità comunicative, per la
trasmissione ad altri genitori.
Ciò integrerebbe
efficacemente l'attività già svolta a titolo volontaristico che consiste nel
fornire:
-
una consulenza fondata sulla trasmissione di un
patrimonio di esperienza educativa e strategica accumulato negli anni
-
sostegno nell'affrontare e gestire la situazione
dal punto di vista pratico ed emotivo
-
l’indispensabile testimonianza sociale di una
possibile ed auspicabile modificazione delle problematiche presenti in tali
bambini, legata ad un naturale percorso evolutivo quando esso sia adeguatamente
supportato.
La formazione vera e propria di
figure professionali competenti dovrà tener conto di:
-
diversità dei ruoli da svolgere (semplice
riconoscimento del problema, inquadramento diagnostico, educazione, interventi
terapeutici...)
-
molteplicità di competenze di intervento in
funzione di differenti sintomatologie
-
evoluzione delle figure coinvolte in relazione
alle fasi di vita del soggetto
Nell'autismo, ha particolare
rilevanza l'aspetto diagnostico, la cui precocità, seguita da adeguata presa in
carico, favorisce sicuramente le possibilità di recupero delle abilità
compromesse.
Importante sarà quindi fornire
anche una formazione di base a chi entra in contatto con il bambino, per dargli
le competenze sufficienti a rilevare disagi e segnalare alla famiglia
caratteristiche sospette che meritino l'approfondimento dello specialista.
Tali figure "non
specialistiche" possono essere: pediatri ed insegnanti (di tutti i gradi
scolastici, dato che SA e HFA sono spesso diagnosticabili in ritardo rispetto
ad altre forme di autismo).
Le figure professionali da
coinvolgere, in campo sanitario ed educativo, sono descritte in ordine di
“apparizione” nel seguente schema, insieme alle competenze che tale formazione
dovrebbe fornire.
|
FASE |
ETA’ |
FIGURE OBIETTIVO |
COMPETENZE E
FORMAZIONE |
|
PRIMA NFANZIA |
0 - 36 MESI |
Servizi pediatrici di base esperti nell’identificazione dei casi a
rischio |
·
Formazione curriculare: è necessario aumentare
le ore a di insegnamento riguardanti la neuropsichiatria; creare corsi complementari e seminari ad hoc ·
Capacità di utilizzare strumenti affidabili di
screening di routine (ad esempio CHAT) nella valutazione del bilancio di
salute ·
Capacità di identificare i casi sospetti per
invio ai centri specializzati per la diagnosi ·
Comunicazione con la rete dei servizi e con la
famiglia per il proseguimento degli accertamenti |
|
Centri
diagnostici specializzati o dotati di provata competenza nel campo degli ASD
presenti nel territorio: Neuropsichiatri infantili, psicologi dello sviluppo,
professionals della riabilitazione… |
·
Qualifiche e curricula del personale coerenti
con le esigenze dei disturbi dello sviluppo (NPI, psicologi dello sviluppo
con provata esperienza e competenza) ·
Approccio cognitivo-comportamentale ·
Capacità di effettuare diagnosi e valutazioni
funzionali ·
Capacità di lavoro in rete e di guida del
processo di diagnosi e di presa in carico del caso ·
Competenze emotive e relazionali atte a
massimizzare il risultato formativo
nei confronti di altre figure nell’ambito della scuola materna e della
famiglia |
||
|
Insegnanti
di scuola materna e assistenti ad personam |
·
Sensibilità ai casi a rischio per eventuale
segnalazione precoce ·
Formazione mediante corsi ad hoc sui problemi
degli ASD ·
Capacità di lavoro in rete con i servizi
specializzati nel trattamento degli ASD ·
Capacità di relazione con la famiglia nel
percorso educativo ·
Preparazione all’approccio
cognitivo-comportamentale |
|
|
|
FIGURE OBIETTIVO |
COMPETENZE E FORMAZIONE |
|
INFANZIA |
3 - 14 ANNI |
Servizi pediatrici di base
esperti nell’identificazione dei casi a rischio |
·
Formazione curriculare: è necessario aumentare
le ore di insegnamento riguardanti la
neuropsichiatria; creare corsi e
seminari ad hoc ·
Capacità di utilizzare strumenti affidabili di
screening di routine (ad esempio CHAT) nella valutazione del bilancio di
salute ·
Capacità di identificazione dei casi sospetti
e invio ai centri specializzati per la diagnosi ·
Comunicazione con la rete dei servizi e con la
famiglia per il proseguimento degli accertamenti |
|
Centri
diagnostici specializzati o dotati di provata competenza nel campo degli ASD
presenti nel territorio: Neuropsichiatri infantili, psicologi dello sviluppo,
professionals della riabilitazione. |
·
Qualifiche e curricula del personale coerenti
con le esigenze dei disturbi dello sviluppo (NPI, psicologi dello sviluppo
con provata esperienza e competenza) ·
Capacità di effettuare diagnosi e valutazioni
funzionali ·
Capacità di lavoro in rete e di guida del
processo di diagnosi e di presa in carico del caso ·
Competenze emotive e relazionali atte a
massimizzare il risultato della
formazione nei confronti di altre figure nell’ambito scolastico e familiare |
||
|
Insegnanti
di sostegno e curriculari e assistenti ad personam nella scuola dell’obbligo |
·
Sensibilità ai casi a rischio per eventuale
segnalazione ·
Capacità di programmare il percorso scolastico
con il PEI e di integrarlo nell’ambito delle attività scolastiche ·
Predisposizione al lavoro in rete con i
servizi specializzati nel trattamento degli ASD ·
Capacità di interazione sociale con la
famiglia nel percorso di integrazione del bambino ·
Formazione di referenti in ambito scolastico
per i problemi ASD ·
Competenza nel campo dell’insegnamento secondo
approcci di tipo cognitivo-comportamentale (TEACCH e altri) ·
Competenza nella gestione delle dinamiche
relazionali. |
||
|
referenti
in ambito scolastico per i problemi ASD (figura sperimentata con successo in
alcune realtà come trait d'union tra centri di cura, scuola e famiglia) |
·
Competenza nel trattamento degli ASD ·
Capacità di relazione con la scuola e la
famiglia per l'accompagnamento nel percorso educativo, in quello inclusivo, e
in quello dell'orientamento. ·
Competenze nella gestione delle dinamiche
relazionali. Capacità di lavoro in rete con i
servizi specializzati nel trattamento degli ASD |
|
FASE |
ETA’ |
FIGURE OBIETTIVO |
COMPETENZE E FORMAZIONE |
|
ADOLESCENZA |
14 - 25 ANNI |
Servizi medici di base
esperti nella gestione dei pazienti con ASD Medici specializzati per la cura di problemi specialistici
in grado di interagire con pazienti ASD adulti (es. dentisti) |
·
Formazione curriculare: è necessario aumentare
le ore a di insegnamento riguardanti la neuropsichiatria; creare corsi e seminari ad hoc, esami complementari,
master specifici ·
Comunicazione con la rete dei servizi di NPI e
con la famiglia per il proseguimento del trattamento |
|
Centri
diagnostici specializzati o dotati di provata competenza nel campo degli ASD
presenti nel territorio: neuropsichiatri infantili, psicologi dello sviluppo,
figure professionali nell’ambito della
riabilitazione… Psichiatri Psicologi |
·
Qualifiche e curricula del personale coerenti
con le esigenze dei disturbi dello sviluppo (neuro-psichiatri, psicologi
dello sviluppo con provata esperienza e competenza) ·
Capacità di effettuare diagnosi e valutazioni
funzionali anche tardive (nel caso Asperger) ·
Capacità di gestione dei casi a più alto
funzionamento (aspetti psicologici per gli Asperger?) ·
Capacità di lavoro in rete e di guida del
processo di valutazione e di tutoring
nell’ottica del percorso di vita ·
Competenze emotive e relazionali atte a
massimizzare il risultato terapeutico
nei confronti di altre figure nell’ambito della comunità, della scuola e
della famiglia ·
Da parte dei servizi per adulti: acquisizione
di competenze per i casi di ASD in età adulta ai fini del proseguimento della
presa in carico nell’età adulta, del trattamento farmacologico se necessario
o per l’inserimento nei centri diurni, residenziali o per l’inserimento
lavorativo |
||
|
Insegnanti
della scuola dell’obbligo e della scuola superiore |
·
Formazione mediante corsi ad hoc sui problemi
degli ASD ·
Capacità di lavoro in rete con i servizi
specializzati nel trattamento degli ASD ·
Capacità di interazione sociale con la
famiglia nel percorso di integrazione scolastica e di formazione professionale ·
Capacità di elaborazione di un PEI coerente
con le abilità del ragazzo e delle attività della scuola ·
·
|
||
|
referenti
in ambito scolastico per i problemi ASD (figura sperimentata con successo in
alcune realtà come trait d'union tra centri di cura, scuola e famiglia) |
·
Competenza nel trattamento degli ASD ·
Capacità di relazione con la scuola e la
famiglia per l'accompagnamento nel percorso educativo, in quello inclusivo, e
in quello dell'orientamento. ·
Competenze nella gestione delle dinamiche
relazionali. ·
Capacità di
lavoro in rete con i servizi specializzati nel trattamento degli ASD |
||
|
Strutture
universitarie e altre scuole postdiploma |
·
·
Formazione di tutor esperti delle
problematiche della fascia alta dello
spettro ·
Organizzazione di seminari ed eventi culturali
che incoraggino l'interesse e la sensibilità di docenti e colleghi per
l'accoglienza delle persone con Sindrome di Asperger e HFA |
|
FASE |
ETA’ |
FIGURE OBIETTIVO |
COMPETENZE E FORMAZIONE |
|
ETA’ ADULTA |
OLTRE 25 ANNI |
Servizi
medici di base esperti nella gestione
dei pazienti ASD Servizi medici specialistici
esperti nella gestione dei pazienti ASD (dentisti, etc..) |
·
Formazione curriculare: competenze riguardanti
la gestione degli adulti con disturbo generalizzato dello sviluppo; creare
corsi e seminari ad hoc ·
Capacità di stabilire relazioni con la
famiglia per il proseguimento dei trattamenti anche in età adulta |
|
Centri
specializzati o dotati di provata competenza nel campo degli ASD presenti nel
territorio |
·
Qualifiche e curricula del personale coerenti
con le esigenze dei disturbi dello sviluppo (psichiatri adeguatamente
formati, psicologi con provata competenza) ·
Capacità di effettuare valutazioni funzionali ·
Capacità di lavoro in rete e di guida del
processo di presa in carico del caso ·
Competenze emotive e relazionali atte a
massimizzare il risultato della
educazione permanente nei confronti di altre figure in ambito scolastico e
familiare ·
Capacita' di eseguire diagnosi su adulti as e
hfa, attingendo anche alle esperienze straniere. |
||
|
Altre
figure: educatori, professionals della riabilitazione. |
·
Predisposizione al lavoro in rete con i
servizi specializzati nel trattamento degli ASD ·
Capacità di interazione sociale con la
famiglia nel percorso di integrazione ·
Competenza nel campo educativo secondo
approcci di tipo cognitivo-comportamentale (TEACCH e altri) |