Tavolo
sull'autismo promosso dal Ministero della Salute
Gruppo di lavoro sull’attività di Ricerca
Documento
unitario presentato dalle Associazioni:
FISH – ANFFAS
– AUTISMO ITALIA - ANGSA - GRUPPO ASPERGER ONLUS - AUTISMO E FUTURO
E’ vivo l’interesse delle famiglie di soggetti autistici nei riguardi della
ricerca scientifica, e delle speranze in essa riposte,
circa la possibilità che in un futuro non lontano possano essere chiarite in
tutti i loro aspetti le basi genetico-metaboliche e fisiopatologiche della
sindrome autistica, e trovate delle cure risolutive.
Le famiglie seguono con grande attenzione i
recenti sforzi della comunità scientifica in questo campo di ricerca, sforzi
testimoniati da numerose pubblicazioni su riviste qualificate.
Guardano con vivo interesse ai grandi risultati ottenuti in questi ultimi
anni nello studio della sindrome di Rett e di altre
rare forme di autismo su base genetico-dismetabolica (vedi nota 1).
Auspicano un forte sostegno dello Stato alla ricerca, con erogazione di
congrui finanziamenti da attribuire tenendo conto dell’effettivo valore dei
singoli progetti, valutati da revisori anonimi sufficientemente
imparziali e scelti in ambito internazionale.
Sono coscienti che la pubblicazione dei risultati su riviste ad alto
“impact factor” e la riproducibilità del dato sperimentale secondo i criteri
della medicina basata sull’evidenza costituiscono
l’unica garanzia del reale valore di una ricerca scientifica e della sua
applicabilità in campo medico.
I genitori ritengono che la ricerca scientifica sull’autismo debba essere
svolta in un ambito multidisciplinare che tenga conto di tutti gli aspetti del
problema, da quelli di base a quelli più applicativi e finalizzati.
In particolare, appare prioritario incrementare la conoscenza degli aspetti
sociali della problematica vissuta dalle famiglie e dalle persone affette da
autismo e applicare anche nel nostro Paese ciò che e' dimostrato sia efficace
per gli effetti positivi dell’educazione speciale
strutturata, precoce ed intensiva, collocata in una strategia generale che
prenda in carico la persona e la sua famiglia nell’arco della vita intera.
A tale fine è augurabile che si instauri e
rafforzi un coordinamento tra il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore
di Sanità e i Ministeri della Pubblica Istruzione, dell’Università e Ricerca,
della Solidarietà Sociale e delle Politiche per le Famiglie, nonché le
iniziative promosse da Regioni, IRCCS e fondazioni, che già lodevolmente si
occupano di queste tematiche.
I genitori auspicano che venga potenziata la
ricerca italiana nelle aree attualmente più promettenti di nuovi sviluppi per
il trattamento dei disturbi dello spettro autistico, ovvero nel campo delle
neuroscienze e dello sviluppo cognitivo, e in particolare sul funzionamento dei
neuroni specchio e sulle sue ripercussioni
sui meccanismi cognitivi
peculiari sottostanti ai disturbi dello spettro autistico, e nello
studio delle condizioni mediche e psichiatriche
associate, come l’epilessia e la depressione.
I genitori auspicano che i risultati della ricerca medica, se confermati ed
accettati unanimemente dalla comunità scientifica, siano resi disponibili senza
indugio all’utenza e che i protocolli diagnostici e di
intervento terapeutico siano prontamente adeguati alle nuove acquisizioni.
In particolare chiedono che siano promossi gli screening per
l’individuazione di errori metabolici ereditari
correlati all’autismo, scoperti in questi ultimi anni, per i quali già esistono
mezzi idonei per uno studio genetico delle famiglie a rischio e/o per un
intervento terapeutico mirato sui malati
(ad es., deficit di arginina:glicina
amidinotransferasi, McKusick 602360; deficit di guanidinoacetato
metiltransferasi, McKusick 601240; sindrome da deficit di creatina, McKusick
300352; autismo succinilpurinemico, McKusick 103050).
Il diritto alla conoscenza della causa etiologica, quando è già possibile e
codificato, è un diritto indipendente dalla successiva possibilità di
trattamento, la cui ricerca resta comunque
condizionata dal reperimento di un numero sufficiente di casi per consentire la
sperimentazione scientifica.
I genitori sono consapevoli di non possedere, in gran parte dei casi e per
ovvie ragioni, sufficienti competenze in campo medico-scientifico.
Risulta pertanto loro difficile, se non
impossibile, valutare appieno l’attività di ricerca e distinguere, nella gran
massa dei dati presenti in letteratura, i risultati conclusivi e
incontrovertibili di un lungo lavoro di ricerca dalle osservazioni puramente
aneddotiche o dalle ipotesi rese obsolete da studi successivi.
I genitori avvertono il grave rischio che le famiglie possano
cadere preda di chi cerca di speculare sulle loro disgrazie proponendo
soluzioni miracolose pseudoscientifiche, ma prive di riscontri obiettivi (ad
es., costosi dosaggi di analiti per i quali non esistono chiari valori di
riferimento o adeguate procedure di controllo di qualità, uso inappropriato di
farmaci o di diete in assenza di precise indicazioni cliniche).
Il diritto ad un consenso veramente informato include il diritto di
conoscere quale sia la validità scientifica di quanto
viene proposto e se vi sia un unanime accordo a riguardo da parte della
comunità medica.
I genitori sottolineano la necessità che
interventi in fase sperimentale siano sempre eseguiti gratuitamente, in
ambiente idoneo sotto stretto controllo pubblico e di comitati che ne accertino
la liceità etica e che debbano sempre essere accuratamente valutati gli
eventuali rischi, sofferenze o semplicemente i disagi a cui verrebbe sottoposto
il paziente autistico, che per la natura stessa del proprio male è
impossibilitato ad esprimere un giudizio personale in merito ed eventualmente
fornire un motivato consenso.
La ricerca biomedica orientata a contrastare le conseguenze del danno
autistico sulla qualità della vita delle persone
affette dovrebbe costituire una priorità in ambito sanitario.
Tuttavia, l’urgenza di fornire risposte più mirate alle necessità dei
malati non implica che qualsiasi progetto di ricerca debba essere indiscriminatamente
sostenuto.
In considerazione della particolare vulnerabilità e della limitata capacità
di scelta dei pazienti autistici, i programmi di ricerca dovrebbero prevedere
il consenso informato dei diretti interessati anche attraverso l’uso di
strumenti di comunicazione aumentativa, oppure, in caso di impossibilità
di scelta, dei loro genitori e legali rappresentanti, ed essere attentamente
valutati da comitati etici a garanzia che i potenziali benefici siano
nettamente superiori agli eventuali rischi.
A tal proposito, viene pertanto raccomandata la
costante applicazione dei principi etici (definiti da Chen et al., vedi nota 2)
agli studi di ricerca medica, clinica, farmacologia o nell’ambito delle
neuroscienze, che tengono conto del valore sociale o scientifico della ricerca,
della validità scientifica, della corretta selezione dei partecipanti, del
rapporto favorevole rischi/benefici, della revisione indipendente, del consenso
informato e del rispetto nei confronti dei partecipanti o potenziali
partecipanti alla ricerca.
NOTE
(1) Una indagine su PubMed mostra che solo negli
ultimi cinque anni sono stati pubblicati ben 670 lavori riguardanti la genetica
dell’autismo, ossia più della metà di tutti i lavori pubblicati in questo campo
dal 1950 ad oggi, e ben 517 lavori sulle alterazioni metaboliche in qualche
modo connesse con questa sindrome.
(2) Chen D.T., Miller F.G., Rosenstein D.L., Ethical aspects of research in the etiology
of autism (review). Ment. Retard.
Dev. Disabil. Res. Rev. 2003; 9(1): 48-53.